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Prossimamente in uscita il libro
L'ARTISTA CHE SEI
La connessione con il nostro sentire interiore
di Genni Formati
In libreria con GUIDA EDITORE
L’Artista che sei nasce dall’idea che l’arte non appartenga soltanto alle opere, ma al modo in cui scegliamo di abitare la nostra esistenza.
Nato dall’esperienza personale dell’autore come musicista, compositore e ricercatore nell’ambito del sentire interiore, il libro propone una riflessione che intreccia psicologia, spiritualità, filosofia ed esperienza diretta , accompagnando il lettore verso una domanda essenziale: quanto della vita che stiamo vivendo appartiene a ciò che sentiamo?
Partendo dal concetto di Flow introdotto dallo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi, quello stato di immersione totale in cui il tempo sembra dissolversi, il giudizio si attenua e l’azione diventa spontanea, Il Flow viene proposto non soltanto come esperienza di benessere o massima concentrazione, ma come una possibile porta di accesso alla propria autenticità. Uno spazio interiore in cui il fare smette di essere forzato e torna a coincidere con ciò che sentiamo profondamente.
Attraversando Taoismo, Zen, Cristianesimo nella sua dimensione più interiore, pensiero socratico, psicologia junghiana, psicologia umanistica e positiva, il libro entra in dialogo con autori come Jung, Rogers, Maslow, Goleman, Gallwey, Gurdjieff, Eckhart Tolle, Don Miguel Ruiz e Cheri Huber, senza assumere un tono dogmatico o accademico. Il loro pensiero non viene presentato come verità da seguire, ma come occasione di confronto e riflessione, affinché il lettore possa interrogarsi sul proprio vissuto e sul proprio modo di stare al mondo.
Al centro del percorso emerge il concetto di osservazione profonda, una pratica di presenza e ascolto che invita a osservare pensieri, paure, automatismi, bisogni di approvazione e sottopersonalità senza giudizio. L’osservazione profonda funziona a strati: osservando le molteplici sottopersonalità che ostacolano il naturale fluire delle nostre scelte, ci si allena a riconoscerle sempre più chiaramente, fino a sviluppare uno sguardo così ampio e distaccato da favorire una spontanea disidentificazione da esse. Non per correggersi o diventare qualcun altro, ma per riconoscere ciò che limita il naturale emergere della propria autenticità.
La spiritualità proposta in queste pagine si allontana da ogni forma dogmatica per assumere una dimensione profondamente esperienziale. Il libro non offre risposte assolute né modelli da imitare. Invita piuttosto a osservare, dubitare, ascoltare e verificare direttamente nel proprio vissuto ciò che risuona autentico. Perché il sentire interiore non può essere insegnato: può solo essere riconosciuto.
Nel cuore del messaggio del libro emerge una visione semplice ma trasformativa: ogni individuo è l’artista della propria vita. Anche chi non dipingerà mai un quadro, non scriverà musica o non salirà su un palcoscenico, crea ogni giorno attraverso il proprio modo di scegliere, amare, percepire e stare nel mondo. La vita stessa diventa la tela su cui dipingere, lo strumento musicale da far suonare, lo spazio creativo da sperimentare.
In questa prospettiva, riallinearsi un po’ di più al proprio sentire non rappresenta una conquista egoica né la ricerca di una perfezione ideale, ma un’opportunità di maggiore benessere, armonia e bellezza esistenziale. Quando il bisogno di consenso e approvazione inizia lentamente a cedere, può emergere con maggiore naturalezza l’unicità dell’essere. La persona smette gradualmente di aderire a ruoli e aspettative imposte e torna a creare la propria esistenza in modo più autentico.
Anche il rapporto con l’altro si trasforma. Donare e donarsi non appaiono più come semplici gesti morali o sacrifici richiesti, ma diventano una spontanea condizione dell’essere. Chi entra maggiormente in contatto con ciò che sente tende naturalmente a una relazione più autentica con sé stesso e con gli altri, fondata sul rispetto dell’unicità e non sul bisogno di controllo o approvazione.
L’ultima parte del libro accompagna il lettore in una dimensione più direttamente esperienziale, attraverso pratiche di ascolto e momenti di osservazione volti a favorire una maggiore connessione con il proprio sentire interiore. L’intento non è indicare cosa fare né chi diventare, perché quella direzione appartiene soltanto all’Artista che ciascuno è. Perché l’arte più alta non consiste soltanto nel creare opere, ma nel dare forma alla propria vita. Ed è lì che puoi riconoscere l’Artista che sei.